Il primo gruppo in toscana dedicato a tutti coloro che desiderano un figlio con l'aiuto di altre persone. Per condividere questa esperienza insieme, per una famiglia allargata o semplicemente per poter raggiungere un sogno che ad oggi è difficile e non gli è permesso. Una divisione dei diritti e delle responsabilità dei genitori (omosessuali e d eterosessuali) nei riguardi dei bambini. Un bambino può essere cresciuto dai suoi genitori sia che siano una coppia o meno, single, sposati o divorziati, o dello stesso sesso. La co-genitorialità è la gestione congiunta dell’accudimento e si riferisce, in senso ampio, alla coordinazione e al sostegno fra adulti responsabili della cura e dell’allevamento dei figli. La co-genitorialità è dunque una pratica basata sull'intesa tra adulti che presenta molte possibili declinazioni.
Ad esempio può essere definita una co-genitorialità familiare o parenterale quando due sorelle coabitano e allevano il figlio di una di queste quando una delle due è in stato di vedovanza e non intende risposarsi. Oppure nel caso in cui alla morte della madre un bambino è cresciuto dal padre biologico e dalla sua nuova compagna, oppure, ancora quando nella medesima situazione è la sorella della madre che vicaria la mamma al bimbo in una situazione abitativa di co-housing (luoghi privati separati e luoghi pubblici condivisi).
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Nell'ambito dell'accoglienza e del sostegno a tutela dei minori un esempio di co-genitorialità temporanea o prolungata può presentarsi nella situazione di famiglie che aiutano famiglie, sia in condizione di co-housing, sia in condizione di appoggio diurno nella casa della famiglia da aiutare, oppure per tempi più brevi nella abitazione della famiglia aiutante. E' un intervento basato sull'affiancamento familiare in cui ci si propone di limitare il più possibile l'allontanamento dei bambini dalla propria famiglia, sostenendo le figure familiari in difficoltà e fornendo risposte concrete alle esigenze educative e di crescita dei bambini.
La co-genitorialità è una pratica quindi con un largo spettro di modalità dovute a accomodamenti sociali in seguito ad eventi che determinano la necessità di tutelare il minore e il suo riferimento parentale più stretto sia esso single o in coppia, sia esso padre o madre.
Si parla anche di co-genitorialità nel caso di affidamento condiviso. Espressione definita sul piano legislativo in Francia, ma che ha trovato numerose applicazioni spontanee o sperimentali in molti paesi.
L'affidamento condiviso nella legislazione francese prende il nome di résidence alternée in quanto viene considerato preponderante il modo di regolare la residenza che ospita il figlio minorenne i cui genitori non vivono nella stessa casa, per esempio nel caso di un divorzio. Un bambino vivrà nella residenza alternata appunto alternativamente presso il domicilio di un genitore, poi l'altro. L'affidamento condiviso è ispirato a molti principi universali come: eguaglianza, equità, equilibrio.
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